Traduzioni Professionali: Evitare Errori Comuni

Vi è mai successo di trovarvi all’estero e di sfogliare una brochure o leggere un cartello scritto nella lingua del paese e poi tradotto in varie lingue, fra cui anche l’italiano? E magari un italiano evidentemente figlio di una specie di traduzione prodotta da macchine come Google Traduttore e assolutamente non verificate da una persona madrelingua?

Qual è stata la vostra reazione? Probabilmente vi è scappata una risatina per una frase di cui più o meno si può (forse) intuire il senso, ma che voi madrelingua non avreste mai detto in quella forma…bene, ora pensate se nelle mani di un cliente dovesse finire del materiale della vostra azienda tradotto così? Molto probabilmente l’idea che il cliente ne avrebbe, sarebbe quella di una comunicazione aziendale davvero poco curata e quindi sarebbe un pessimo biglietto da visita.

Tradurre non significa solo riportare il senso di un testo da una lingua all’altra, ma anche permettere al lettore nella lingua d’arrivo, di fruire di un testo scorrevole e curato nella sua lingua: l’obiettivo dev’essere quello di permettergli di leggere un testo chiaro dandogli l’impressione che quel testo sia nato in quella lingua, non che sia il frutto di una traduzione. Per questo, anche se l’aiuto della tecnologia è sempre più presente nel lavoro del traduttore, l’ultima parola spetta comunque al professionista, madrelingua, che è in grado di permettere all’utente finale di fruire di un’esperienza ottimale.

Impariamo le lingue – Quest’inverno voglio imparare una lingua straniera!

L’estate sta finendo, settembre è già qua e  con lui arrivano anche i programmi per la stagione invernale. E’ proprio nel periodo in cui riprendono scuola e attività lavorative, infatti, che molti decidono di iniziare a frequentare un corso di lingua. Ma quale scegliere e quanto tempo ci vorrà per raggiungere un livello almeno utile alla sopravvivenza?

Beh, questa è una variabile che dipende da molti fattori: ultimamente mi sono arrivate parecchie richieste per il tedesco, lingua a volte snobbata nelle nostre scuole ma che adesso sta diventando molto importante visti gli esodi di connazionali che decidono di partire alla volta di Austria e Germania alla ricerca di lavoro. Certo 20 ore di tedesco per una persona che parte da Würstel, Oktoberfest e Kartoffeln sono abbastanza misere, questo bisogna chiarirlo fin da subito.           Non si tratta una lingua semplice a livello grammaticale e spesso è purtroppo tacciata di essere una lingua anche brutta, cosa che ovviamente non condivido!

Se però vi sentite più portati per le sonorità latine, lo spagnolo farà al caso vostro. Attenzione! Non basta aggiungere le S alla fine delle parole italiane, quello sarà tutt’al più un itañol mal riuscito. La grammatica spagnola ha le sue belle gattine da pelare e una jota da pronunciare che per noi italiani è cosa non proprio semplicissima…ma vuoi mettere la soddisfazione di riuscire a chiamare correttamente il sig. Jorge passando da una jota gutturale emessa dal profondo della gola a una gi tra fondo del palato e gola, sentendoti poi premiare dal suddetto con un “Miciela”?! perché per lui CH si legge C! 😦

In ogni caso riuscire ad esprimersi in una lingua nuova è sempre una gran soddisfazione, per cui un, dos, tres…LOS GEHT’S! :-):-):-)